Napoli ha un rapporto particolare con il sottosuolo e con i suoi morti. Lo si capisce bene nel Rione Sanità, il quartiere ai piedi della collina di Capodimonte, dove due luoghi molto diversi tra loro raccontano secoli di fede, di epidemie e di devozione popolare: le Catacombe di San Gennaro e il Cimitero delle Fontanelle. Sono visite che lasciano il segno e che mostrano un volto della città lontano dalle cartoline.
Le Catacombe di San Gennaro
Le Catacombe di San Gennaro sono il più importante complesso cimiteriale paleocristiano del Sud Italia. Scavate nel tufo della collina, si sviluppano su due livelli con ambienti ampi e ariosi, molto diversi dai cunicoli stretti che spesso si immaginano. Nacquero come area di sepoltura in età romana e acquistarono grande importanza quando vi furono traslate le spoglie di San Gennaro, il patrono della città, nel V secolo.
Durante il percorso si incontrano loculi, cubicoli affrescati e la basilica ipogea del livello inferiore, dove un tempo si trovava la cattedra del vescovo. Nella cosiddetta Cripta dei Vescovi si conservano mosaici del V secolo con i ritratti di alcuni vescovi di Napoli, mentre il livello superiore custodisce alcune delle prime pitture cristiane del Sud Italia.
Una rinascita partita dal quartiere
La storia recente delle catacombe è legata a quella del Rione Sanità. Dal 2008 la cooperativa sociale La Paranza, nata da un gruppo di giovani del quartiere, ne ha curato il recupero e l'apertura al pubblico, trasformandole in un simbolo di rinascita. Le visite sono sempre guidate e raccontano non solo l'archeologia, ma anche la vita del rione.
L'ingresso si trova in via Capodimonte, accanto alla Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio. Il biglietto comprende di norma anche le Catacombe di San Gaudioso, sotto la Basilica di Santa Maria della Sanità: vale la pena approfittarne e scendere a piedi verso il cuore del quartiere.
Il Cimitero delle Fontanelle
A breve distanza, in via Fontanelle, si apre un luogo completamente diverso. Il Cimitero delle Fontanelle è un antico ossario ricavato in enormi cave di tufo, sfruttate per secoli per estrarre il materiale da costruzione della città. Qui vennero raccolti i resti delle vittime delle grandi epidemie, come la peste del 1656 e il colera del 1836-37, insieme a quelli di chi non poteva permettersi una sepoltura. Secondo le stime più diffuse vi sono custoditi i resti di circa quarantamila persone.
L'impatto visivo è forte: file ordinate di teschi e ossa nelle grandi gallerie, in una luce soffusa. Ma ciò che rende davvero unico questo luogo è la storia di devozione che vi è nata.
Il culto delle anime pezzentelle
Per generazioni i napoletani hanno "adottato" i teschi anonimi delle Fontanelle, le cosiddette capuzzelle, appartenute alle anime pezzentelle, le anime povere e dimenticate del Purgatorio. Il teschio scelto veniva pulito, sistemato su un fazzoletto ricamato, circondato da lumini e fiori; in cambio delle preghiere si chiedeva protezione, una grazia, a volte un sogno con i numeri da giocare. Il culto fu particolarmente vivo negli anni delle due guerre mondiali.
Nel 1969 il cardinale Corrado Ursi ne vietò la pratica, considerandola una forma di superstizione, e l'ossario fu chiuso. Nei decenni successivi il cimitero ha conosciuto lunghi periodi di chiusura e aperture intermittenti. Il 18 aprile 2026 il Comune di Napoli lo ha riaperto stabilmente, con prenotazione online obbligatoria e accesso limitato a una parte degli spazi.
Consigli pratici e come organizzarsi
- Rispetto: sono luoghi di sepoltura e, nel caso delle Fontanelle, di preghiera. Abbigliamento sobrio e toni bassi sono d'obbligo.
- Una mattinata: catacombe e Fontanelle si possono combinare in mezza giornata, magari aggiungendo una passeggiata nel Rione Sanità.
- Bambini e sensibilità: le Fontanelle possono impressionare; valutate in base a chi viaggia con voi.
Per chi soggiorna a Borgo Partenope Napoli, il Rione Sanità è una buona meta per una mattina: potete abbinarla alla visita al Museo Archeologico Nazionale, a circa 15-17 minuti a piedi dall'appartamento, e al pomeriggio rientrare in casa per una pausa. Se vi appassiona la città sotterranea, non perdete neppure Napoli Sotterranea in Piazza San Gaetano.
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